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Progetto "FRATE SOLE"

Responsabilità per il Creato: Carità e Ambiente.

Credo che ogni tanto sia utile riprendere in mano la Bibbia dall'inizio cioè dal capitolo 1 della Genesi, oppure riprendere in mano il Cantico delle Creature di San Francesco e provare almeno così a riflettere con lo sguardo di figli di Dio alla responsabilità che il Signore ci ha dato quando ha detto: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra" (Gen 1,28).
Propongo alcune riflessioni considerato che la Caritas italiana e la Caritas diocesana di Concordia - Pordenone stanno iniziando un percorso di approfondimento ma anche di impegno concreto sulla salvaguardia e la responsabilità verso il Creato.

Qualche spunto iniziale: perché il binomio Carità e Ambiente.
La dottrina sociale della Chiesa ha oramai più volte ribadito l'importanza della salvaguardia del Creato, che vuol dire innanzitutto rientrare in relazione con l'Ambiente in quanto formato da Creature di Dio. Nell'entrare in relazione è necessario essere consci del ruolo che ci è affidato: l'uomo è stato posto al vertice della Creazione e gli è stato affidato il compito di custode, di gestore del creato, non certo di padrone che non deve rendere conto a nessuno. Questa relazione si è fortemente incrinata nell'ultimo secolo e va faticosamente ricostruita. Va ricostruita innanzitutto, da credenti, per rispondere al compito che Dio stesso ci ha affidato, ma va ricostruita anche perché è a rischio la qualità della vita delle generazioni presenti e future se non l'esistenza stessa. Va ricostruita perché uno squilibrio nell'uso delle risorse è fonte di povertà e ingiustizia e perché, dagli effetti di scelte non accorte in ambito ambientale, a subire le conseguenze più drammatiche sono sempre i più poveri (anche quando gli eventi causati da scompensi ambientali riguardano i paesi più industrializzati).
E' quindi amore verso se stessi e verso il prossimo (carità) farsi promotori perché questa relazione si ricostruisca. Ecco perché la Caritas sta iniziando a occuparsi dell'ambiente, perché essere responsabili verso il Creato è anch'esso una scelta preferenziale verso i poveri.

Cambiamenti necessari.
Su questi temi anche le realtà non cattoliche si sono mosse (forse addirittura prima di quanto sia stato fatto concretamente dai cristiani) anche se con approcci filosofici a volte diversi. Al di là delle differenti visioni ci si è resi conto che dei cambiamenti sono necessari, alcuni dei quali sono dei veri e propri cambiamenti culturali.
Il principale penso sia l'avvicinarsi al Creato non con il concetto di luogo che fornisce risorse, ma con il concetto di casa dove abitiamo. In fondo la Genesi stessa dice che Dio pose l'uomo in un Giardino. Giardino che fornisce i frutti (e quindi le risorse), ma dal quale non possiamo estirpare gli alberi che sono necessari a produrre quei frutti.
L'altro cambiamento culturale diventa conoscere la casa nella quale viviamo. Riscoprire quell'ambiente con il quale dovremmo rientrare in relazione.
Infine il terzo cambiamento culturale è pensare in modo globale, pensare che consumi eccessivi di risorse da parte nostra, non consentono ad altre persone di "godere" di quegli stessi frutti, ma anche che consumi eccessivi rischiano di distruggere quegli "alberi" che forniscono i frutti.

Piccoli strumenti per sognare e per fare.
Dietro a questi cambiamenti, è necessario l'impegno del singolo.
Il primo impegno è lo strumento politico, porsi da cristiani all'interno delle proprie realtà locali come interlocutori anche delle scelte ambientali. Abbiamo il titolo e il dovere di pronunciarci. Per questo esistono strumenti dei quali potremmo anche farci promotori: tavoli e dibattiti locali, sino ai tavoli dell'Agenda 21 locale (uno strumento individuato dall'ONU in un'ottica di responsabilità partecipata da parte delle comunità locali).
Il secondo impegno è forse addirittura più facile, nel senso che è praticabile attraverso scelte singole, perché riguarda gli stili di vita ovvero le scelte, principalmente di consumo, che ciascuno di noi più o meno coscentemente fa. Si tratta innanzitutto di riappropriarsi della capacità di scegliere e di inserire nei parametri di scelta la giustizia, l'equità e...la salvaguardia del creato.

L'impegno della Caritas Diocesana di Concordia - Pordenone.
Un impegno la Caritas Diocesana lo ha già preso attraverso il progetto "Frate Sole", si tratta di sperimentare l'uso di fonti alternative di energia e di proporre poi l'esperienza, attraverso la costituzione di un fondo a altre realtà della diocesi quali ad esempio le parrocchie. Lo scopo è di sensibilizzare su temi che spesso sono lasciati in disparte anche nelle nostre stesse comunità, consci
che iniziando a muoverci in questa direzione stiamo rispondendo a un ruolo affidatoci da Dio e stiamo, comunque, facendo una scelta preferenziale per i più poveri che già oggi sperimentano che cosa vuol dire squilibrio ambientale. I prossimi articoli saranno l'occasione per approfondire questi temi e per descrivere meglio il progetto.

Andrea Barachino